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in questi giorni di malattia e forzata reclusione mi addormento spesso e molte volte mi sveglio all’improvviso, con un ricordo netto del sogno (al pomeriggio ricordo molto più facilmente) e in stato di confusione. ripeto sempre le stesse azioni, alle otto e quindici mi sveglio perché filtra un raggio di luce dalla tapparella, attraversa la stanza e si proietta sul muro a fianco al letto, toccando quattro cartoline sulla parete. la luce di settembre è ancora molto calda, sembra viva e illumina la stanza in modo elegante. perfino l’ape mummificata sul tavolo sembra un antico monile. ci sono dei gigli sulla scrivania e il passaporto è ancora lì. osservo dal balcone le azioni quotidiane del vicinato e innaffio le piante con molta calma. vivo in una bolla, il mondo è rimandato a dopo. ogni tanto ricevo qualche visita e vengo informata. tutto continua comunque anche se stai in disparte per un po’. se sto in una certa posizione nel letto vedo il pulviscolo all’interno del raggio. a volte mi sveglio e credo di essere nella mia stanza in montagna, dove ogni mattina d’estate per anni ho fissato questa piccola dimostrazione della fisica quantistica attraverso le persiane in legno. pensavo agli atomi, alla scomposizione della luce mentre allungavo la mano e cercavo di trattenere o scompigliare con le dita quella fila di pallini sospesi, con gli occhi pieni di sonno. questo non lo faccio più. faccio tutto con molta calma.

life’s so cheesy :(

saturday night fever 

ho voglia di comprare dei maglioni brutti 

jesuisperdu:

laurent de brunhoff
i’m sick and i can’t go to moscow tomorrow, at least i have these flowers :(

i’m sick and i can’t go to moscow tomorrow, at least i have these flowers :(

ciao

ciao

perché siamo?
perché moriamo?
perché non ho preso la mononucleosi come tutti a dodici anni dopo un bacio rubato a un bagnino sedicenne abbronzato su una spiaggia romagnola al tramonto per poi passare un mese a casa da scuola curata e cullata dal ricordo dell’amore fugace? perché ora? perché questo? la risposta la cerco nel solitario che sto per fare

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