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quattro ore in macchina con questo tipo

quattro ore in macchina con questo tipo


sans soleil

codex seraphinianus 

codex seraphinianus 

labyrinthus seraphinianus

labyrinthus seraphinianus

cipolle

oggi mentre tagliavo mezza cipolla ho pensato una cosa. mi è stato detto che la nostra superficie è sconfinata, inesauribile. ci affanniamo per andare oltre il primo strato e incontriamo un’altra superficie, ci spingiamo più a fondo e ne vediamo un’altra e così via, in un gioco infinito di specchi. strati su strati che analizziamo e togliamo per arrivare a qualcosa a cui attribuiamo idealmente grande preziosità e ricchezza. perché poi? forse non c’è nulla e noi dobbiamo solo imparare ad organizzare il vuoto che c’è e ad accettarlo. capiamo l’evento sempre dopo che è accaduto. vedo me negli altri, le loro storie diventano le mie, riconosco e trattengo quei frammenti perché mi sento esistere lì. ho questa sensazione di riuscire a delineare una cosa in modo meno confuso del solito per poi rendermi conto dopo un secondo del contrario, un concetto prende forma e svanisce subito dopo in un fading progressivo, lasciandomi in balia della sua parzialità.

laura

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